Iperisolamento negli edifici NZEB

Il passaggio all’edificio NZEB fondato sull’iper-isolamento può avere un impatto negativo sulla salute delle persone e sulla durata dell’elemento costruttivo stesso.

RICERCA

Sono state condotte attività di ricerca volte ad indagare gli effetti dell’introduzione del concetto di NZEB sulla qualità dell’abitare:

  • sperimentazioni sul comportamento termico di componenti edilizi fortemente isolati in ambito mediterraneo;
  • sperimentazioni sulle modifiche del comfort collegate a questi modelli;
  • sperimentazioni relative all’impatto di tale mutamento sulla salute dell’uomo;
  • sperimentazioni relative alla durata dei componenti edilizi fortemente isolati.

Sono state svolte le seguenti verifiche:

  • Sollecitazioni termiche in fase estiva
    • temperature interne;
    • temperature superficiali;
    • flussi termici.
  • Sollecitazioni igrometriche in fase invernale
    • UR% ambientali;
    • contenuti di acqua negli strati superficiali.

LE CONSEGUENZE

  • Dal punto di vista igrometrico si è rilevato un innalzamento dei contenuti d’acqua nei materiali di finitura interni;
  • in mancanza della possibilità di uno scambio verso l’interno della parete si estremizza il comportamento dell’elemento di finitura;
  • più è sottile lo strato di accumulo, minore è la sua capacità di distribuire l’aumento dei contenuti d’acqua.

LE SOLUZIONI

OLTRE ALLA VENTILAZIONE…L’USO DI MATERIALI CON CAPACITA’ DI MOISTURE BUFFERING.

  • strategia promettente che vede l’impiego di materiali massivi con funzione adsorbente in ambienti interni;
  • possono essere materiali tradizionali o materiali specifici per la funzione, con capacità maggiori di accumulo e rilascio;
  • la scelta dipende dall’ambiente.

NUMEROSI SONO ORAMAI STUDI E RICERCHE IN MERITO, PER MAGGIORI APPROFONDIMENTI È POSSIBILE CONSULTARE I SEGUENTI ARTICOLI:

  • E. Di Giuseppe, A. Orciari, Iperisolare conviene?, Costruire in Laterizio n. 131, Ottobre 2009 (www.laterizio.it) L’iperisolamento dell’involucro edilizio rischia di spostare il problema dei consumi energetici dalla fase d’uso dell’edificio a quella della produzione dell’isolante. Ma non solo: nei climi caldi, il discomfort interno creato da un involucro superisolato potrebbe aumentare l’utilizzo di sistemi di condizionamento nei periodi estivi, con una significativa penalizzazione dei risparmi previsti.
  • F. Stazi, C. Di Perna, A. Mengarelli, A. Stazi, La casa del comfort sostenibile, Industria dei Laterizi n. 108, 2007 (www.laterizio.it) Le nuove normative sul risparmio energetico hanno trascurato in Italia il problema dei consumi di condizionamento estivo, determinando l’adozione di tipologie di involucri leggeri e super-isolati provenienti da climi più freddi. Attraverso monitoraggi su un edificio della tradizione e modellazioni parametriche, si è dimostrata l’importanza dell’inerzia termica nei nostri climi, soprattutto nelle stagioni intermedie e in fase estiva.
  • F. Stazi, C. Nicoletti, C. Di Perna, A. Stazi, Contenere…il caldo, Modulo, feb. 2006 (www.laterizio.it) In Italia si consuma di più per raffrescare che per riscaldare (particolarmente al sud, cinque volte di più). L’imitazione acritica
    dei modelli nord europei vanifica l’approccio sostenibile in aree climaticamente miti. Dove le esigenze sono diverse.
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